Se c’è un tipo di allenamento che sui rulli fa innamorare e odiare allo stesso tempo, è l’anaerobico. Perché sulla carta sembra semplice: “faccio ripetute forti, miglioro la potenza, fine”. Poi sali in sella, fai le prime due ripetute benissimo, alla terza inizi a vedere stelle, alla quarta ti crolla la potenza e alla quinta scendi chiedendoti se sei tu ad essere “scarso” o se c’è qualcosa che non torna.
La verità è che l’anaerobico indoor ha delle regole tutte sue. Non perché i rulli siano “magici”, ma perché in casa cambiano alcune cose fondamentali: il calore, la percezione della fatica, il modo in cui gestisci lo sforzo e persino il recupero tra una ripetuta e l’altra.
In questo articolo ti spiego come allenare anaerobico, ripetibilità e potenza sui rulli senza collassare. Niente formule complicate. Ti faccio capire come ragionare, come dosare l’intensità, quando usare l’ERG e quando no, e ti lascio anche schemi pronti da copiare.
Cosa significa davvero “anaerobico” (detto in modo semplice)
Quando diciamo “anaerobico”, nella pratica stiamo parlando della capacità di fare sforzi molto intensi, spesso ripetuti, senza spegnersi dopo pochi minuti. È quello che ti serve quando:
devi rilanciare dopo una curva, seguire uno scatto in gruppo, superare uno strappo, chiudere un buco, rispondere a un cambio di ritmo, o semplicemente “non morire” ogni volta che la strada sale e qualcuno decide di aumentare l’andatura.
Qui entra in gioco un concetto chiave, che molti ignorano: non basta avere un picco di potenza. Puoi essere bravissimo a fare una ripetuta fortissima… e poi crollare. Nel ciclismo reale, quasi sempre conta di più la ripetibilità: quanto riesci a ripetere sforzi intensi mantenendo una qualità decente.
Allenare l’anaerobico sui rulli, quindi, non significa fare “il massimo” e basta. Significa imparare a fare “tanto forte”, nel modo giusto, per più ripetute, senza trasformare la seduta in un disastro.
Perché sui rulli si collassa più facilmente
Ci sono tre motivi principali.
1) Calore. Indoor ti raffreddi meno. Questo alza la frequenza cardiaca, peggiora la sensazione di fatica e ti fa “saltare” prima. Molte sedute anaerobiche falliscono non perché le gambe non potrebbero farle, ma perché il corpo va in sofferenza per temperatura.
2) Pacing sbagliato. All’aperto, anche senza accorgertene, dosi lo sforzo. Indoor spesso parti troppo forte, perché il rullo è lì, stabile, e ti senti “potente” nei primi 10 secondi. Poi però paghi interessi altissimi nelle ripetute successive.
3) Recuperi finti. Tra una ripetuta e l’altra, molti recuperano “a metà”, cioè pedalano comunque troppo forte, oppure restano troppo rigidi, oppure non respirano bene. Risultato: accumuli fatica e la potenza crolla.
La soluzione non è “stringere i denti”. La soluzione è costruire la seduta in modo che sia ripetibile. Che è esattamente lo scopo dell’allenamento anaerobico.
Prima regola: se vuoi ripetibilità, non partire a morte
Questa è la frase che salva più allenamenti.
Se fai la prima ripetuta al 100% delle tue possibilità, è molto probabile che la seconda sia già peggiore, la terza crolli e tu finisca per trasformare la seduta in una lotta contro il vomito. Sembra “allenamento duro”, ma spesso è solo caos.
Quando l’obiettivo è ripetibilità, devi ragionare così: la prima ripetuta deve essere “forte”, ma sostenibile. Devi avere la sensazione di poterla ripetere. Il vero lavoro lo fai sulla serie intera, non sul primo picco.
Un trucco semplice: immagina di dover fare una ripetuta in più rispetto a quelle previste. Se già alla prima ti senti “al limite assoluto”, significa che sei partito troppo forte.
ERG sì o ERG no? (senza religioni)
Qui molti si dividono in tifoserie. Io la metto semplice: dipende dal tipo di lavoro e dal tuo livello.
ERG può aiutarti quando vuoi precisione e vuoi imparare a stare in un’intensità “target” senza farti trascinare dall’adrenalina. Ma sull’anaerobico ha un rischio: se imposti un valore troppo alto, l’ERG ti “inchioda” e tu collassi in pochi secondi. E quando collassi, spesso non riesci più a riprendere la seduta.
Modalità resistance/slope (o comunque non-ERG) spesso è più “umana” sull’anaerobico perché ti permette micro-adattamenti: se una ripetuta è leggermente peggiore, la fai lo stesso senza che il trainer ti punisca.
Regola pratica: se stai imparando e vuoi costruire ripetibilità, parti senza ERG o con target conservativi. Se sei già esperto e sai dosarti, puoi usare ERG in modo intelligente, ma senza impostare valori da “eroe”.
La seduta anaerobica “buona” è quella che finisci ancora in controllo
Sembra strano, ma è così. Un buon allenamento anaerobico non è quello in cui muori. È quello in cui, alla fine, sei stanco ma hai fatto il lavoro con qualità. Perché quella qualità crea adattamento.
Se invece esplodi a metà, la seconda parte della seduta diventa un allenamento “diverso”: ti trascini, abbassi l’intensità a caso, recuperi male. E alla fine non sai neanche cosa hai allenato.
Quindi, quando costruisci una seduta, devi avere in testa una cosa: quanto drop accetto?
“Drop” significa: quanto cala la prestazione tra le prime e le ultime ripetute. Un calo minimo è normale. Un crollo totale è segnale che hai sbagliato dose.
Se vuoi un riferimento semplice: se a metà seduta ti senti costretto a dimezzare l’intensità o ad allungare recuperi “a caso”, sei partito troppo forte o hai scelto un formato troppo aggressivo.
Schemi pronti: 3 allenamenti anaerobici sui rulli (senza collassare)
Qui ti lascio tre schemi. Non sono “magia”. Sono formati molto usati perché permettono di allenare ripetibilità e potenza in modo più controllabile. Li scrivo in modo semplice, senza entrare per forza nei watt. Se usi la potenza, puoi tradurli in target; se non la usi, segui la percezione.
Schema 1: ripetute brevi controllate (ottimo per iniziare)
Obiettivo: imparare a fare “forte” tante volte senza morire.
Come farlo: dopo un riscaldamento serio (non 5 minuti, ma almeno 10–15), fai una serie di ripetute brevi dove lo sforzo è alto ma non “all-out”. Il recupero dev’essere davvero facile.
Esempio pratico: 2 blocchi da 8 ripetute: 20–30 secondi forti + 40–60 secondi facili. Recupero lungo e facile tra i due blocchi.
Questo formato è perfetto se sei uno che parte a razzo e poi muore: ti obbliga a costruire controllo.
Schema 2: ripetute “a scalini” (ripetibilità vera)
Obiettivo: mantenere qualità su ripetute più impegnative, con recuperi gestibili.
Esempio pratico: 6 ripetute da 1 minuto forte, con 2 minuti facili tra una e l’altra.
Qui la tentazione è partire come se fosse uno sprint. Non farlo. Il minuto deve essere duro, ma deve permetterti di fare tutte e sei le ripetute. Se la quinta è un disastro, hai sbagliato ritmo.
Schema 3: potenza “lattacida” controllata (per chi è già allenato)
Obiettivo: lavorare sulla capacità di reggere intensità alta e accumulo di fatica senza spegnersi.
Esempio pratico: 4 ripetute da 2 minuti forti con 3 minuti facili di recupero.
Questo è un lavoro che “si sente” tanto. È anche quello che molti fanno troppo spesso. Se lo inserisci, fallo quando sei fresco, con ventilazione seria e recuperi reali. Se lo fai stanco, spesso finisce male.
Quante volte a settimana fare anaerobico sui rulli?
Qui voglio essere molto chiaro: l’anaerobico è potente, ma è anche stressante. Se lo fai troppo spesso, non migliori. Ti stanchi.
Per la maggior parte dei ciclisti amatoriali, una sola seduta anaerobica a settimana è già sufficiente per fare progressi, soprattutto se il resto degli allenamenti è fatto bene.
Due sedute a settimana possono avere senso solo se: recuperi bene, dormi bene, hai già una base solida e non stai facendo anche mille altri lavori intensi. E comunque, se fai due sedute, devono essere diverse tra loro: una più “breve e controllata”, l’altra più impegnativa, e in mezzo ci devono essere giorni facili.
Se vuoi dimagrire o sei in un periodo stressante, spesso conviene ridurre l’anaerobico e puntare su lavori più sostenibili. Non perché “l’anaerobico non serve”, ma perché la costanza vince quasi sempre sul martirio.
Il riscaldamento: la parte noiosa che ti fa performare
Sui rulli il riscaldamento è ancora più importante, soprattutto per l’anaerobico. Se parti “freddo”, la prima ripetuta ti sembra terribile, la seconda ti spezza e la seduta si rovina.
Un riscaldamento fatto bene non deve essere complicato. Deve solo essere progressivo e deve includere qualche breve accelerazione per “accendere” le gambe. Non serve fare cose strane: serve arrivare al lavoro con il corpo pronto.
E qui torna il tema ventilazione: se inizi già caldo e senza aria, ti giochi la seduta prima ancora di cominciare.
Errori tipici (quelli che fanno saltare la seduta)
Te li dico in modo diretto, perché sono sempre gli stessi.
Partire troppo forte. È l’errore numero uno. Se vuoi ripetibilità, la prima ripetuta deve essere “controllata”.
Recuperare troppo forte. Recupero significa facile. Se il recupero è mezzo-gara, dopo tre ripetute sei già cotto.
Fare anaerobico quando sei già stanco. Non parlo di “stanchezza normale”. Parlo di giorni in cui ti trascini. In quei giorni, meglio una seduta facile ben fatta.
Saltare la ventilazione. Molti pensano sia un dettaglio. Non lo è. È prestazione.
Non mangiare o bere a sufficienza. Anche se “stai dimagrendo”, una seduta intensa a stomaco vuoto può trasformarsi in una crisi totale e in fame incontrollabile dopo.
Come inserirlo nel tuo percorso sui rulli
Se sei arrivato qui perché vuoi “fare lavori duri”, ti capisco. Ma se vuoi migliorare davvero, il mio consiglio è questo: usa l’anaerobico come un tassello, non come il programma intero.
Una settimana intelligente, di solito, ha una struttura semplice: giorni facili che costruiscono base e recupero, e un giorno “chiave” dove metti il lavoro intenso fatto bene. Se fai così, l’anaerobico diventa un acceleratore, non un freno.
FAQ rapide
Anaerobico sui rulli: meglio ripetute brevi o lunghe?
Dipende dall’obiettivo. Le brevi sono ottime per iniziare e lavorare sulla ripetibilità senza collassare. Le più lunghe sono più stressanti e vanno inserite quando hai già una base e recuperi bene.
È normale che la potenza cali nelle ripetute?
Sì, un calo è normale. Il punto è quanto cala. Se crolli a metà seduta, di solito sei partito troppo forte o hai recuperato male (o avevi caldo, o eri già stanco).
Se mi “saltano” le gambe dopo 3 ripetute, cosa devo fare?
Due cose: abbassa leggermente l’intensità della prima ripetuta nella prossima seduta e rendi i recuperi più facili. L’obiettivo è completare la serie con qualità, non vincere la prima ripetuta.
Posso fare anaerobico se sto dimagrendo?
Sì, ma con buon senso. Una seduta anaerobica a settimana può starci. Se però ti fa venire fame incontrollabile e ti distrugge, spesso conviene ridurre l’intensità e aumentare la costanza con sedute più sostenibili.
Preparatore atletico ciclismo · Ideatore del Metodo DIMA · Fondatore DimaTraining
