Se c’è una cosa che in granfondo fa la differenza più di quanto si creda, è questa: mangiare e bere nel modo giusto.
Molti ciclisti amatoriali arrivano alla granfondo con allenamento discreto, gambe buone e motivazione alta… e poi si piantano. Non perché non erano allenati, ma perché hanno fatto l’errore più comune di tutti: hanno aspettato troppo. Troppo prima di mangiare, troppo prima di bere, troppo prima di reintegrare.
Il risultato lo conosci: a un certo punto le gambe diventano vuote, la testa si spegne, la salita che “di solito” faresti senza problemi diventa infinita. E lì parte il pensiero: “Oggi non ne ho”. In realtà spesso è solo una cosa: carburante finito.
In questo articolo ti spiego come costruire un piano rifornimenti semplice e pratico per la granfondo: cosa mangiare, quanto, quando, quanta acqua bere e come usare gel, barrette e sali senza incasinarti. Linguaggio semplice, concetti chiari, niente complicazioni.
Granfondo: guida completa — allenamento, strategia di gara, taper e risorse collegate.
Prima cosa: perché in granfondo non basta essere allenati
Immagina la granfondo come una macchina. L’allenamento è il motore. La nutrizione è la benzina. Se hai un buon motore ma finisci la benzina, non vai da nessuna parte. È brutale, ma è così.
In gara succede una cosa che in allenamento succede meno: vai più forte senza accorgertene. Il gruppo trascina, l’adrenalina sale, le pause diminuiscono. Quindi consumi più energia. Se non alimenti questo consumo, il corpo fa la cosa più naturale: rallenta.
La regola pratica che ti salva è questa: devi mangiare e bere prima di sentire il bisogno. Perché quando lo senti, sei già in ritardo.
L’errore numero 1: aspettare fame e sete
La fame in bici è un segnale tardivo. La sete, spesso, pure. In granfondo la strategia migliore è creare una routine semplice.
Non serve essere perfetti al grammo. Serve essere costanti.
Il piano rifornimenti spiegato in modo semplice
Un piano rifornimenti non è una tabella scientifica da seguire col righello. È una decisione anticipata su tre cose:
- Che cosa mangio? Gel, barrette, panini, frutta o altri alimenti già provati.
- Quando mangio? Con che frequenza, prima di sentire il calo.
- Come bevo? Acqua, sali, quantità e regolarità.
Se arrivi in griglia con queste tre cose chiare, hai già fatto metà del lavoro. Se invece “vediamo come va”, di solito va che a metà ti ritrovi a inseguire un problema.
Quanto devo mangiare durante una granfondo?
Durante una granfondo ti serve un apporto regolare di energia. In generale, più la gara è lunga e più vai forte, più devi essere preciso. Ma per il ciclista amatoriale la cosa più importante è: non arrivare mai al punto in cui ti senti vuoto.
Per semplificare, puoi usare questo schema mentale:
- Se la granfondo dura 2–3 ore: puoi cavartela con una routine semplice e leggera.
- Se dura 4–6 ore: devi essere costante e organizzato; qui nascono la maggior parte delle crisi.
- Se dura oltre 6 ore: serve anche qualcosa di più solido oltre ai gel, perché stomaco e testa chiedono varietà.
La quantità esatta varia da persona a persona, ma la strategia che funziona quasi sempre è questa: parti conservativo e costante, poi aggiusti in base a come ti senti.
Cosa mangiare: gel, barrette, cibo vero
Qui entra in gioco la cosa più sottovalutata: la tolleranza. Puoi avere il gel migliore del mondo, ma se dopo due ore ti chiude lo stomaco, quel gel diventa un problema.
Per questo la regola principale è: in granfondo non sperimentare. Quello che usi in gara lo devi aver già provato in allenamento.
- Gel: pratici e veloci, ma a lungo andare possono stancare lo stomaco.
- Barrette: più facili da gestire per alcuni, ma richiedono masticazione.
- Cibo vero: paninetti, banana, datteri, focaccia o qualcosa di salato nelle granfondo molto lunghe.
La soluzione più semplice, per molti amatori, è una combinazione: gel quando serve rapidità, barrette o cibo quando vuoi stabilità e respiro per lo stomaco.
Quanto devo bere? E i sali servono davvero?
Bere poco è uno dei modi migliori per rovinare la granfondo. Ma bere troppo, senza criterio, può essere un altro problema.
La regola più facile: bevi poco e spesso. Non aspettare di essere assetato. E non aspettare il ristoro come fosse l’unica fonte di acqua.
Come punto di partenza pratico, una borraccia all’ora è un riferimento semplice per molte situazioni. In giornate fresche può bastare meno, in giornate calde può servire di più.
Per i sali: sì, spesso servono. Non perché sono magici, ma perché in una granfondo lunga perdi liquidi e minerali. I sali aiutano soprattutto quando fa caldo, quando sudi tanto e quando l’evento dura ore.
Ristori: come usarli senza farti fregare
I ristori sono utilissimi, ma molti li gestiscono male. L’errore tipico è fermarsi troppo, mangiare a caso perché si è in crisi, e poi ripartire con lo stomaco pesante.
Il modo intelligente di usare i ristori è arrivarci già in controllo. Così puoi usarli per ricaricare borracce, prendere qualcosa di facile e fare una micro-pausa senza trasformarla in una sosta che ti spegne.
Esempio di routine semplice che puoi copiare
- Ogni 15–20 minuti: pochi sorsi dalla borraccia.
- Ogni 35–45 minuti: una piccola quota di carboidrati.
- Ogni 90–120 minuti: controlla energia, stomaco, sete e lucidità.
Sembra banale, ma la differenza tra chi va in crisi e chi no è spesso questa: chi va in crisi improvvisa; chi non va in crisi ha una routine.
Gli errori più comuni e come evitarli
- Mangiare solo quando senti fame: sei già in ritardo.
- Bere tutto in una volta e poi dimenticarti per mezz’ora.
- Usare gel nuovi mai provati in allenamento.
- Fidarti solo dei ristori senza portare un minimo di scorta.
- Saltare alimentazione nei primi 60–90 minuti perché “sto bene”.
- Esagerare quando senti il calo e mangiare troppo tutto insieme.
Se ti organizzi con una routine semplice e la testi prima, la granfondo cambia faccia. Non diventa facile, ma diventa gestibile. E quando è gestibile, diventa anche più divertente.
Conclusione
Mangiare durante una granfondo non è una cosa da professionisti. È una competenza pratica che ogni amatore può imparare. Serve solo una cosa: decidere prima cosa fare e non lasciare tutto al caso.
Il mio consiglio è: scegli una routine semplice, provala in 2–3 allenamenti lunghi, e poi portala in gara. Il giorno della granfondo non devi inventare nulla: devi solo eseguire con calma.
Preparatore atletico ciclismo · Ideatore del Metodo DIMA · Fondatore DimaTraining