Scopri il micro-test CP–W’ per cicloamatori: cosa misura, protocollo 3’+12’, formule per calcolare CP e W’, interpretazione dei profili e consigli di allenamento
Il micro-test CP–W’ è uno dei modi migliori per capire che tipo di ciclista sei. Non ti dà un “numero in più”: ti dice come funziona il tuo motore quando il ritmo è regolare e quando invece la gara si spezza in strappi e rilanci.
In parole povere, misura due cose:
- CP (Critical Power): il tuo passo massimo “alto” che riesci a sostenere in modo relativamente stabile.
- W’ (W-prime): quante “cartucce” hai sopra quel passo (la tua riserva per strappi e rilanci).
1) CP e W’: che cosa sono
CP: il confine tra “posso tenerlo” e “sto per esplodere”
Pensa a CP come un confine:
- sotto CP: puoi stare a lungo (fatica gestibile, ritmo più stabile)
- sopra CP: stai consumando una riserva finita (prima o poi devi rallentare)
W’: la batteria degli strappi
W’ è la tua riserva quando vai sopra CP. È quella che spendi quando:
- rispondi a uno strappo
- chiudi un buco
- rilanci dopo una curva
- accelerazioni ripetute in salita
Se la riserva finisce, ti “spegni”: anche se hai gambe e testa, non riesci più a tenere quegli scatti.
Il micro-test CP–W’ ti aiuta a capire perché in alcune situazioni vai forte e in altre no. Se impari a leggere CP e W’, diventa molto più facile costruire mesocicli mirati e smettere di allenarti “a intuito”.
2) Perché questo test è importante per il cicloamatore
Molti cicloamatori si allenano “a caso” perché non capiscono dove sia il vero limite:
- Se CP è alta ma W’ è bassa: vai forte sul passo, ma "salti per aria" ai rilanci.
- Se W’ è alta ma CP è bassa: sei brillante negli strappi, ma ti stacchi quando il ritmo resta alto e costante.
CP–W’ serve proprio a evitare questo errore: allenarti sulla cosa sbagliata.
3) Quando farlo nella stagione
- Periodo migliore: SPECIFICA (febbraio–marzo)
- Possibile in BASE+ (dicembre–gennaio): solo per atleti già rodati
- Da evitare in PICCO (aprile–giugno): test troppo costoso vicino alle gare
- Frequenza consigliata: 1 volta ogni 6–10 settimane
4) Protocollo pratico (3’ + 12’)
Riscaldamento (25–30’)
- 10–12’ progressivi in Z1–Z2
- 5’ Z2 stabile
- 3×1’ “apri” (intenso ma controllato) con 2’ facili
- 5’ facili
- 2 accelerazioni da 10–12’’ (non sprint) + 3’ facili
Blocco 1: 3’ all-out
3 minuti massimali. Non partire a sprint suicida, ma neanche “gestire”.
Recupero
12–15’ facili in Z1–Z2.
Blocco 2: 12’ forte
12 minuti al massimo sostenibile (meglio in SPECIFICA). Potenza regolare, niente strappi inutili.
Dati da registrare
- P3 = potenza media 3’
- P12 = potenza media 12’
- (consigliato) FC e RPE finali, note su temperatura/ventilazione/sonno
5) Validità del test: come capire se è “buono” o falsato
Questo è fondamentale: se il test è eseguito male, CP e W’ diventano numeri casuali.
Criteri di validità (semplici)
- Il 3’ deve essere davvero all-out. Se l’atleta lo “gestisce”, W’ viene sottostimata.
- Recupero sufficiente (12–15’). Se recuperi troppo poco, il 12’ crolla e CP risulta troppo bassa.
- Il 12’ deve essere regolare (no stop, no traffico, no vento ingestibile).
- Condizioni ripetibili (rulli con ventola, idratazione simile, niente test in settimana già massacrante).
Check pratico (molto utile)
Rapporto P3/P12:
- Se è troppo basso (vicino a 1,0): probabilmente il 3’ non era massimale.
- Se è troppo alto (molto sopra 1,5): spesso il 12’ è venuto male (recupero insufficiente, pacing pessimo, fatica/stress).
Indicazione pratica: nella maggior parte dei cicloamatori un valore “plausibile” tende a stare in una fascia intermedia (indicativamente 1,20–1,50). Non è una legge, ma se esci troppo da lì, controlla la qualità del test.
6) Calcoli: formule facili per CP e W’
Tempi fissi:
- t1 = 180 s (3’)
- t2 = 720 s (12’)
Step 1: calcola il lavoro (Joule)
- Work1 = P3 × 180
- Work2 = P12 × 720
Step 2: calcola CP
CP = (Work2 - Work1) / (720 - 180)
Step 3: calcola W’
W’ = Work1 - (CP × 180)
W’ in kJ = W’(J) / 1000
Esempio
- P3 = 420 W
- P12 = 310 W
Work1 = 420×180 = 75.600 J
Work2 = 310×720 = 223.200 J
CP = (223200 - 75600) / 540 = 273,3 W
W’ = 75600 - (273,3×180) = 26.406 J = 26,4 kJ
7) Parametri di riferimento: le soglie indicative dei cicloamatori
Per interpretare bene CP–W’ ti consiglio di usare valori relativi al peso:
- CP (W/kg) = CP / peso
- W’ (kJ/kg) = W’(kJ) / peso
Ecco i riferimenti delle soglie di CP e W':
CP (W/kg)
- Bassa: < 3.0
- Media: 3.0 – 3.6
- Alta: 3.6 – 4.2
- Molto alta: > 4.2
W’ (kJ/kg)
- Bassa: < 0.25
- Media: 0.25 – 0.33
- Alta: > 0.33
8) I 4 profili che emergono dal test
1) Diesel (CP alta, W’ bassa)
- CP ≥ 3.6 W/kg
- W’ ≤ 0.25 kJ/kg
Lacuna tipica: pochi rilanci, soffre gli strappi.
Cosa fare: mantenere CP con lavori continui e costruire W’ con richiami sopra CP ben distanziati.
2) Esplosivo (CP più bassa, W’ alta)
- CP < 3.6 W/kg
- W’ ≥ 0.33 kJ/kg
Lacuna tipica: paga sul passo costante alto.
Cosa fare: alzare CP con blocchi vicini al limite (resistenza utile/soglia) e mantenere W’ con pochi richiami.
3) Equilibrato (CP buona, W’ buona)
- CP 3.4 – 4.0 W/kg
- W’ 0.25 – 0.33 kJ/kg
Lacuna tipica: non ha buchi evidenti: vince la specificità e la durabilità.
Cosa fare: lavori “race-like”, durabilità, gestione carico e recupero.
4) Fragile (CP bassa, W’ bassa)
- CP < 3.0 W/kg
- W’ < 0.25 kJ/kg
Lacuna tipica: manca base e progressione.
Cosa fare: priorità alla base e alla costruzione graduale. Alta intensità solo quando c’è solidità.
9) Gli errori comuni che riscontro nei test
- 3’ non massimale: W’ sottostimata → profilo falsato.
- Recupero troppo corto: 12’ crolla → CP sottostimata.
- 12’ irregolare: traffico/vento/stop → dato sporco.
- Test fatto stanchi: misuri fatica, non profilo.
- Rulli senza ventilazione: potenza e FC falsate.
10) Come si inserisce nel Metodo DIMA
- D – Diagnosi: CP e W’ ti dicono se ti manca “motore” o “cartucce”.
- I – Individualizzazione: scegli un mesociclo con un focus chiaro (alzare CP o costruire W’).
- M – Monitoraggio: ripeti CP–W’ ogni 6–10 settimane oppure usa test satellite (12’, 5’).
- A – Adattamento: se i numeri non cambiano, correggi carico, recupero e qualità dell’esecuzione.
Marco Di Marzio
preparatore atletico ciclismo
ideatore del Metodo DIMA
fondatore DimaTraining
Preparatore atletico ciclismo · Ideatore del Metodo DIMA · Fondatore DimaTraining
